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I BENEFICI SOCIO-ECONOMICI DEI SUPERBONUS

risparmio energetico

Il Consiglio Nazionale Ingegneri ha di recente prodotto uno studio sull’“Impatto sociale ed economico dei Superbonus 110%”

Lo studio mette in evidenza, come noi di Solare Sociale andiamo a sottolineare da tempo, che suddetto incentivo innesca una serie di valori-vantaggi trasversali che, per una corretta valutazione ed analisi sull’adeguatezza dei relativi costi sostenuti dallo Stato, devono necessariamente essere considerati nella loro totalità e completezza

Come breve sommario, si può accennare che i Superbonus (Sismabonus ed Ecobonus) permettono di perseguire le seguenti finalità:

  1. sviluppo produttivo sulla filiera e oltre
  2. entrate fiscali e previeenziali
  3. risparmio energetico
  4. riqualificazione energetica degli edifici
  5. valorizzazione economica del patrimonio immobiliare
  6. messa in sicurezza degli edifici
  7. minore inquinamento
  8. riduzione della dipendenza energetica dall’estero
  9. riduzione di costi sociali da ambienti insani e da inquinamento (si veda al riguardo l’ultimo capitolo in calce all’articolo)

Approfondiamone solamente alcuni

Sviluppo produttivo-Impatto economico

Ogni miliardo di incentivi permette un aumento della produzione dell’indotto di valore doppio circa

A titolo di esempio: si calcola che una spesa di poco superiore a 9 miliardi in incentivi prevista entro fine 2021 possa generare un livello di produzione aggiuntiva totale (filiera delle costruzioni, servizi di ingegneria e architettura, indotto della filiera e altri comparti) pari a 19,6 miliardi

Tutto ciò, ovviamente, comporta un elevato incremento delle entrate per lo Stato date dalla tassazione sugli utili delle imprese, del reddito dei lavoratori e delle entrate previdenziali

L’effetto Moltiplicatore del Reddito

L’effetto positivo del Superbonus in termini di lavoro è fortemente trasversale, con effetti moltiplicativi sull’economia nazionale

Dalle tavole delle Interdipendenze settoriali elaborate dall’Istat e dall’Ance si desume che, per 1 € di produzione aggiuntiva della filiera del settore costruzioni e prestazioni tecniche collegate, si innesca una produzione aggiuntiva nel resto del sistema economico pari a 2,1

Quindi: l’effetto moltiplicatore del reddito non ha effetto solamente all’interno della filiera prettamente delle costruzioni, ma anche in numerosi altri settori

Per il moltiplicatore dell’occupazione si fa riferimento a studi dell’Ance: si stimano mediamente 16.000 occupati per ogni miliardo di spesa aggiuntiva nel comparto delle costruzioni.

Analizzando ancora prettamente l’aspetto del costo per lo Stato, si deve sottolineare come, in un contesto di crisi economica come quello derivato dall’emergenza pandemica, qualsiasi incentivo virtuoso dal punto di vista della produzione, come lo è indubbiamente questo tipo di incentivo, si va a sostituire in maniera decisamente più efficiente ad altre forme di sussidi (non virtuosi in termini di sviluppo produttivo) per permettere l’inevitabile sostentamento di imprese, professionisti e lavoratori, che attualmente si troverebbero in fortissima difficoltà economica.

Ridurre l’indipendenza energetica dall’estero

Ogni 1% di risparmio energetico riduce del 2,6% le importazioni di gas dall’estero, con un effetto moltiplicatore anche sul tema dell’independenza energetica dall’estero, argomento sempre più delicato (ed attuale)

Messa in sicurezza degli edifici

Dal sisma del Belice del 1968 a oggi lo Stato italiano ha speso 135mld di €, con risorse ancora in fase di erogazione ed una spesa annua ancora di 2,2mld €; oltre ad avere causato circa 5.000 vittime

Evidentemente il Sismabonus può portare a straordinari benefici sia in termini di risparmio di vite umane che di costi per sussidi, assistenza e ricostruzione post-sisma

Riduzione di costi sociali da ambienti insani e scarsamente riscaldati

Più di 6 milioni di persone vivono in abitazioni con elevati e diffusi problemi di umidità e 4,7 milioni di persone vivono in abitazioni non adeguatamente riscaldate nei periodi più freddi dell’anno

Coloro che soffrono di “povertà energetica” (cioè vivono in ambienti domestici non sufficientemente riscaldati nei periodi più freddi), hanno il doppio della probabilità di soffrire di problemi di salute rispetto a coloro che abitano in ambienti sufficientemente riscaldati e coibentati.

La popolazione che vive in abitazioni soggette ad elevati tassi di umidità e quindi alla presenza di muffe hanno una probabilità aumentata del 60% di registrare l’insorgere di specifiche patologie e del 40% di soffrire di asma

Ogni anno le patologie legate ad ambienti umidi e/o scarsamente riscaldati generano ingenti costi diretti e indiretti, peraltro prevalentemente a carico dello Stato.

I costi diretti connessi alle cure per le forme più acute di asma (prevalentemente a carico dello Stato) possono essere stimati in 150 milioni l’anno; i costi indiretti (giorni di scuola e di lavoro persi) vengono stimati a 220 milioni l’anno.

Per approfondire: consulta lo Studio CNI


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